La decisione di dar vita ad una organizzazione unitaria nel campo culturale e ricreativo non e“ solo legata al desiderio di contrastare le tendenze centralizzanti dell“ENAL e di competere con la vasta azione svolta dai CIRCOLI confessionali e con le iniziative ricreative dei grandi complessi aziendali, ma anche allo sviluppo, iniziato verso la metą degli anni “50, di nuove possibilitą di utilizzo del "tempo libero".
L“attivitą delle CASE DEL POPOLO era allora caratterizzata dal lavoro partitico-sindacale e da iniziative promosse da "comitati per divertimenti" (salvo non frequenti eccezioni). L“attenzione principale era rivolta alla difesa delle sedi "popolari" dal rischio dell“esproprio e dalle incursioni degli organi di polizia che tendono a contestarne, anche, licenze e attivitą (a volte aiutati in questa azione repressiva anche dall“ENAL).
Le forze della sinistra, costrette in posizione difensiva, stentano a sviluppare una sufficiente sensibilitą culturale verso i problemi del tempo libero.
Si tenga presente inoltre la condizione di attacco concentrico portato da tutti gli organi dello Stato ai CIRCOLI e all“associazione.
Il tentativo di arricchire la capacitą di iniziativa culturale dell“associazione inizia con la preparazione da parte dell“ARCI, assieme alla "SOCIETą UMANITARIA" di Milano di un convegno sul tempo libero.
L“Umanitaria, diretta dall“azionista Bauer, ha una storia incentrata sul rapporto con la cultura europea. Al convegno partecipano intellettuali importanti come lo stesso Bauer, Mario Spinella, Doumazdier (sociologo francese).
L“ARCI cerca anche di costruire, attraverso l“Umanitaria, un tavolo di incontro con le ACLI , che infatti parteciperanno al Convegno: e“ la prima occasione di incontro e dibattito con le ACLI.