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La lezione di Roma. di Paolo Beni

Le elezioni romane chiudono il cerchio della svolta a destra che ha cambiato la geografia politica del Paese. Un risultato destinato ad influire sulle scelte nazionali, tanto a destra che a sinistra. Alemanno ha conquistato il voto popolare con la strategia della paura, ha fatto breccia nel disagio e nell’insicurezza della città con la sua miscela di populismo demagogico e ideologia reazionaria. Si presenta come il sindaco di tutti, promette equilibrio, ma poi annuncia espulsioni di massa, armi ai vigili urbani e lotta al relativismo culturale. Il suo successo cambia i rapporti di forza nella maggioranza permettendo ad An di recuperare peso e visibilità che l’unione con Forza Italia sembrava aver appannato. In realtà il triumvirato Berlusconi Bossi Fini garantisce alla destra un equilibrio ben più stabile di quanto si pensi. Recitano parti diverse ma complementari, mischiando liberismo e populismo, statalismo e federalismo, modernità post-ideologica ed esaltazione dei valori tradizionali. Il discorso di Fini alla Camera ne è l’esempio più chiaro. Sull’altro fronte, la sconfitta di Roma mette a nudo tutti i limiti della sinistra, capace di disperdere una delle sue esperienze più positive di governo locale. Il voto disgiunto contro Rutelli ci dice non solo di una candidatura evidentemente sbagliata, ma soprattutto di quanto poco ormai contino le appartenenze nell’orientamento di un elettorato sempre più indifferente ai riferimenti ideologici, che chiede solo risposte immediate e concrete ai bisogni percepiti come priorità nel senso comune. La sinistra, che scopre di non poter più contare su rendite identitarie e si accorge di aver smarrito la capacità di ascoltare e capire il suo popolo, deve correggere la rotta, senza indugi. Il Pd, oggi il solo progetto in campo per un’alternativa alla destra, deve accelerare il suo insediamento nei territori e nella società. Per sfidare questa destra non basta il partito liquido, serve una forza organizzata fatta da tante persone, radicata nelle comunità, al nord come al sud, nei paesi come nelle periferie delle grandi città.

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