Il mondo non è in bianco e nero.

È solo dalla complessità che viene la pace.

Onoriamo la tragedia del popolo palestinese privato della sua terra, che soffre l’occupazione ed è sempre più frustrato e disperato. Onoriamo il sessantesimo della nascita dello stato di Israele; stato che, dopo l’Olocausto, offrì rifugio e ridiede speranza al popolo ebraico sterminato dall’Europa nazista e fascista.

La festa degli uni è il lutto degli altri. Siamo vicini come sempre a entrambi. Non è difficile affatto. Crediamo sia così per tante e tanti. Solo riconoscendo il dolore, le sconfitte, le vittorie, gli errori e le conquiste che sono scritte nella storia passata e recente dei due popoli può fondarsi la pace.

La sola pace vera, che è quella fondata sul rispetto dei diritti di ciascuno e sulla scelta consapevole di convivenza, sul diritto internazionale, sulla giustizia senza i quali non può esserci pace. Chiunque nel mondo sia esterno all’intreccio tragico di storia che segna Israele e la Palestina dovrebbe poter avere la lucidità sufficiente a non calpestare la complessità di quelle storie umane, prima ancora che politiche. Il dialogo fra sordi che si sta agitando intorno alla Fiera del Libro ci appare segnato da una seria di errori: un’occasione mancata per il dialogo e il confronto finalizzati alla Pace fra i due popoli.

La Fiera del Libro e il suo boicottaggio hanno, ciascuno per la sua parte, scelto di guardare solo a una faccia di una realtà complessa. Non depone a favore dell’intelligenza nazionale la logica di schieramento che ne è scaturito, né la canea mediatica che su questo evento sta inzuppando il pane.

La nostra storia è quella di un movimento pacifista che da decenni segue ogni giorno, con vicinanza, affetto e solidarietà le sorti di quel pezzo di mondo e della sua gente. Noi non avvertiamo contraddizione fra la difesa di Israele e la protesta contro l’occupazione, fra la lotta contro ogni forma di antisemitismo e la difesa integrale dei diritti del popolo palestinese alla vita, alla libertà e alla terra. Nella guerra a colpi di semplificazioni di Torino, non ci siamo stati e non ci saremo.

Stiamo altrove, dalla parte della complessità, perché solo da lì può nascere la pace.

Arci, Direzione Nazionale

Comitato Provinciale Varese

maggio 2008

scarica il testo in pdf

 
 

arci Varese