Le rivolte in Iran, i blog, l'arci e Twitter

La contestazione dei risultati ufficiali delle elezioni presidenziali in Iran ha riportato alla ribalta della cronaca e dell'attenzione internazionale una realtà che da tempo languiva sottotraccia: l'esistenza di una pubblica opinione iraniana e, soprattutto, di una nutrita schiera di giovani, in particolare studenti, non allineati con il pensiero unico del regime.

L'apparente (ancorchè tuttora non dimostrata) esistenza di massicci brogli nel conteggio dei voti ha generato enormi proteste che, anche se è ancora presto per dire con quale esito, ricordano molto, nelle forme e nei modi, la serie di eventi che nel 1979 fece da preludio alla caduta dello Scià.

Il candidato sconfitto delle elezioni presidenziali iraniane è Mir Musavi, un uomo ben lontano dalle idee di democrazia e di giustizia sociale che avrebbero dato ad una sua elezione il senso di una vera svolta; soprattutto quando ci si ricordi di come egli sia stato primo ministro del governo iraniano negli anni della guerra con l'Iraq e della più feroce repressione del regime

Tuttavia è impossibile non notare alcuni fatti importani e, forse, destinati a far nascere un certo ottimismo:

innanzitutto la rivolta, le grandi manifestazioni, indicano come esista, anche all'interno dell'Islam moderato e degli stessi gruppi politici che aderiscono all'ideologia della Repubblica Islamica, ambienti non disponibili a negoziari i principi di base della democrazia, eventualmente anche in regime islamico, ma rivendicando diritti fondamentali quali la libertà di espressione e il diritto ad elezioni trasparenti e democratiche.

Un secondo dato rilevante è la protesta attraverso la rete: twitter e Friendfeed (quest'ultimo poi oscurato dal regime) sono canali attraverso i quali diverse centinaia di giovani iraniani hanno alimentato le proteste, fatto uscire opinioni, notizie, fotografie, video, dall'iran nonostante la feroce pressione del regime e il tentativo di identificare i blogger (anche sfruttando le ingenuità dei simpatizzanti occidentali).

I Social media, in questo caso, hanno mostrato le infinite possibilità della rete, la capacità di forzare i tentativi di censura e, in qualhe caso, ottenere un'informazione più libera di quella dei media "mainstream" che, invece, sono stati in larga parte isolati dal regime iraniano o, comunque, posti in condizione di non nuocere.

Arci Varese, per dimostrare la sua solidarietà agli studenti e ai blogger iraniani, firma questo articolo con l'insolito logo verde che vedete in alto a destra, aderendo all'iniziativa di diverse migliaia di utenti di Twitter che hanno tinto di verde il proprio profilo per mostrare appoggio agli internauti iraniani

Oltre a questo, piccolo gento simbolico ( che trova spazio anche sulla nostra pagina di facebook ) abbiamo anche coperto la prima giornata di scontri con un nostro liveblogging su Twitter(nella pagina di un nostro dirigente), diffondendo istruzioni per la mobilitazione online e rilanciando aggiornamenti e notizie di servizio.

Di seguito pubblichiamo il Comunicato ufficiale della Presidenza Nazionale dell'arci, le istruzioni (in inglese) per essere utili alla mobilitazione online senza creare danni e il link ad un'ampia raccolta di aggiornamenti e informazioni, dalla stampa di tutti il mondo, che pubblichiamo via google reader e contiamo di aggiornare frequentemente nelle prossime ore

Comunicato della Presidenza Nazionale

Rassegna di link e aggiornamenti

Istruzione per blogger e" twitterers" (file pdf, in inglese)

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