Promemoria per l’oggi e il domani SALVAGUARDIAMO L’INTEGRITA’ DELLA NOSTRA SANA E ROBUSTA COSTITUZIONE

La tornata elettorale coincide con l’anniversario del Sessantesimo della Costituzione italiana. Tra i due eventi c’è un nesso importante perché, se pure il referendum aveva bocciato la riforma delle destre, la nostra Costituzione è tutt’ora in pericolo. Non solo perché da destra si riproporranno pesanti attacchi alla nostra Carta fondamentale, ma anche per le ambiguità e le sottovalutazioni che riscontriamo su questo terreno nel dibattito politico generale. E’ sempre presente l’idea che si possano piegare le regole alle esigenze contingenti e di parte, magari a colpi di sola maggioranza. Per questo va elevato il quorum previsto dall’articolo 138 per approvare modifiche costituzionali. Le riforme istituzionali si devono fare senza forzare la Costituzione. E’ possibile razionalizzare l’attività delle Camere, ridurre il numero dei parlamentari, dare più efficienza all’azione di governo, semplificare gli schiera,menti politici, pur restando nei binari dei principi costituzionali. Una forzatura della Costituzione sarebbe il premeriato forte, una concezione plebiscitaria della democrazia che ne vanifica il carattere parlamentare; oppure un sistema di voto tale da ridimensionare il ruolo e la rappresentatività delle assemblee elettive. La Carta è un corpo unico in cui ogni parte è coerente e funzionale all’altra. E’ un grave e tragico errore pensare di poterne cambiare singoli pezzi senza tradirne l’ispirazione complessiva e, quindi, l’efficacia sostanziale. Se si alterano gli equilibri istituzionali previsti nella seconda parte, si incide di fatto anche sull’esigibilità dei diritti sanciti nella prima, e se ne stravolge il senso. Allora, più che cambiarla, la Costituzione bisogna attuarla, rileggerla come materia viva per cercarvi le risposte alle nuove esigenze della società italiana. Questo compito non è prerogativa esclusiva di addetti ai lavori, ma riguarda ciascuno di noi. Promuovere la conoscenza della Costituzione, farne materia di discussione pubblica nelle scuole come nei circoli associativi e in tutti i luoghi della convivenza civile è un lavoro fondamentale che spetta a tutti per ridare spessore alla cultura civile senza la quale non si esce dalla crisi della politica. Comitato provinciale arci Varese 09.04.2008

 
 

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