“DIFENDIAMO LA SCUOLA DELLA COSTITUZIONE” Le recenti disposizioni normative in materia scolastica hanno alimentato il clima di confusione e di malcontento nelle scuole di ogni ordine e grado. Il Coordinamento Insegnanti, studenti, genitori della provincia di Varese, “Varese per la Scuola Pubblica”, fin dal suo nascere, ha ravvisato nei provvedimenti del Governo una vera e propria emergenza democratica: il “come back” di Tremonti, basato sulla essenzializzazione delle sedi scolastiche, dei piani di studio, delle discipline e degli orari è stato sciaguratamente formalizzato, ma continuiamo a dire che non è questa la scuola che vogliamo. L’aver elaborato una legge applicando meri criteri economici ha sortito non solo lo sconvolgimento radicale dell’assetto educativo, formativo ed organizzativo della scuola, ma anche l’impoverimento sul piano delle risorse e su quello pedagogico. Molte sono le questioni di contenuto e di metodo che meritano di essere affrontate ed approfondite e sulle quali urge un confronto tra il mondo della scuola, le forze politiche e sindacali, le associazioni. Solo a titolo esemplificativo ne indichiamo alcune: ? Quale valore legale hanno i regolamenti e le circolari, pervenuti nelle scuole con un tempismo artatamente studiato, dal momento che non si è concluso l’iter burocratico della legge? (Devono essere pronunciati i prescritti pareri della Conferenza unificata e del Consiglio di Stato); ? Come conciliare la normativa contrattuale vigente con i nuovi profili dei docenti previsti dal regolamento? (Eventuale aumento monte ore di insegnamento, pari dignità tra insegnanti che lavorano nella stessa classe, eventuali ore di programmazione o di raccordo); ? Quali modelli di apprendimento applicare in una rigida/statica concezione dell’organizzazione scolastica? ? Come realizzare una buona scuola se privati della pluralità di figure educative? ? Quale margine di azione resta a questo punto alle scuole in termini di definizione della didattica, dell’organizzazione e dei curricoli che hanno consentito fino ad ora un’effettiva autonomia organizzativa e didattica in grado di articolare un’offerta formativa rispondente alle esigenze dell’utenza? ( cfr.autonomia scolastica art.4 comma 2,artt.5 e 8 D.P.R.275/99); ? Quale connotazione avranno le riunioni collegiali, il confronto nella progettazione, nell’azione didattica-educativa e nella valutazione? ? Come contrastare un’idea di scuola punitiva e non accogliente, il cui inevitabile risvolto sarà l’aumento della dispersione scolastica? Come salvaguardare la funzione formativa della valutazione con lo sterile ritorno del voto in decimi? ? Come difendere una scuola che sia di tutti e di ciascuno dal momento che la diversificazione di opportunità aprirà la strada a “più scuole” dentro la stessa scuola? Questi sono solo alcuni degli interrogativi a cui si vorrebbe dare risposta.
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