non aver paura

Per uscire dalla paura e guardare con serenità e fiducia a un futuro più giusto e plurale

Non aver paura, apriti agli altri, apri ai diritti. Con questo titolo, che vuole essere un messaggio positivo sul complesso tema dell’intolleranza crescente, è partita il 18 marzo scorso la campagna unitaria delle principali organizzazioni sociali italiane contro il razzismo. Una campagna che risponde a un’esigenza precisa: mettere in campo un’offensiva culturale, sostenuta da un soggetto sociale autorevole e indipendente che promuova il principio costituzionale dell’uguaglianza, nonché il rispetto dei diritti umani per tutti e tutte. Negli ultimi anni infatti la cultura del nostro Paese, come quella dell’Europa, si è deteriorata progressivamente, perdendo quei punti di riferimento ritenuti imprescindibili intorno ai quali è stata costruita, con tutte le ambiguità e i limiti, la stagione delle costituzioni democratiche dopo la grande guerra. La tragedia delle stragi nazifasciste, la follia dei campi di sterminio di milioni di ebrei, zingari, sindacalisti, comunisti, portatori di handicap e oppositori di ogni genere, ha eretto nella cultura del Vecchio continente una barriera che ha tenuto nettamente separata la barbarie dalla civiltà e dalla democrazia. La politica, che avevamo imparato essere quell’arte attraverso la quale perseguire il benessere delle società, è diventata progressivamente auto referenziale, occupandosi solo di se stessa e trasformandosi in una somma di interessi di singole persone, disposte a tutto per far carriera. Non c’è più un soggetto politico che investe nella cultura di questo Paese, pensando alle future generazioni, a come sarà l’Italia tra cinquant’anni. C’è quindi in campo solo una ipotesi culturale che, anche per questo, risulta vincente. Si tratta del peggior miscuglio tra populismo, cialtroneria e interessi privati. Un miscuglio che ha liberato i peggiori sentimenti che erano presenti nella pancia degli italiani (non di tutti per fortuna): l’egoismo, lo scarso rispetto per le regole e per l’interesse collettivo. Sentimenti che consenteno cose che fino a qualche anno fa sarebbero state represse immediatamente, anzi sarebbero state autocensurate da parte degli stessi promotori. Per questo abbiamo pensato che fosse indispensabile far emergere un messaggio chiaro e autorevole, che parlasse di diritti e uguaglianza e desse qualche indicazione sul come affrontare la lotta al razzismo. Un messaggio diretto alle singole persone che possono scegliere da che parte stare, chiedendo di stare da questa parte soprattutto a facce note e popolari, esponenti del mondo della cultura, dello spettacolo e dello sport. L’Arci ha fatto un grosso investimento in uno spazio di iniziativa unitario, perché pensiamo che lo sforzo necessario travalichi ampiamente la capacità di mobilitazione e l’autorevolezza delle singole organizzazioni. Info: www.nonaverpaura.org

da arcireport

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