Addio Compagno Ivan 
è scomparso domenica scorsa Ivan Della Mea, grande poeta e cantautore popolare, nonchè indimenticato Presidente del Circolo arci Corvetto di Milano dove, ieri mattina, si sono svolti i funerali laici del grande artista e dirigente arci.
Lo ricordiamo pubblicando qui l'editoriale di arcireport, a firma del Presidente nazionale dell'arci, in cui Paolo Beni ricorda e saluta il compagno Ivan
Addio Compagno Ivan
di Paolo Beni
All’improvviso, Ivan della Mea ci ha lasciati per sempre. Ci mancheranno le sue canzoni bellissime, la sua passione politica, la vena polemica sempre condita di ironia, la voglia inesauribile di discutere e di convincerti che non è ora di rassegnarsi, che non è finito il tempo della lotta. Con lui se ne va non solo uno dei grandi protagonisti della canzone politica degli anni ’60 e ’70, ma un pezzo fondamentale della cultura della sinistra italiana. Con Giovanna Marini, Amodei, Bertelli e tanti altri, diede vita alla straordinaria esperienza del Nuovo canzoniere italiano, nato dall’incontro fra la più colta tradizione musicale popolare e i movimenti del ’68. Cantare le ingiustizie sociali, le lotte e le speranze del popolo, era tutt’uno con la sua idea di una militanza totale, che non separa mai la politica dalle passioni umane, perché la lotta per una società di giustizia si nutre anche di poesia e d‘amore. Ci lascia una ricca produzione discografica, pezzi destinati a restare nella storia della canzone popolare, lavori teatrali indimenticabili, una quantità di articoli e di saggi. Artista originale e ribelle, rivoluzionario nell’animo e profondamente non violento, insofferente verso le ipocrisie della bassa politica, era convinto che per cambiare le cose serve la cultura che ci fa prendere coscienza, e che anche le canzoni aiutano a lottare per la libertà. Non temeva di essere considerato uomo d’altri tempi, e non aveva intenzione di cedere alle mode, convinto di poter dire ancora molto col suo stile e con quella voce inconfondibile, sempre più spesso segnata negli ultimi tempi da intonazioni aspre, quasi a voler gridare la sua rabbia di fronte alla regressione culturale di questi tempi bui per la democrazia. Era socio e dirigente dell’Arci, per anni presidente del circolo Corvetto a Milano. Aveva un grande affetto per l’Arci e un’enorme fiducia nel suo compito di educazione popolare. Un compagno vero, di quelli che ti lasciano cose importanti anche quando non ci sono più. Ci ha lasciato canzoni ed emozioni, e la sua voglia inesauribile di continuare a lottare.
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